
“The World isn’t like you” segna una nuova fase per i Naïf, tra rock viscerale e introspezione emotiva. Il singolo racconta la lotta quotidiana per restare se stessi, accogliendo fragilità e forza come parti dello stesso percorso. Un brano che invita a non arretrare davanti al giudizio e a scegliere la propria voce.

Il titolo scherzoso interno del brano è “Kukù”. Quanto è importante per voi mantenere un lato ironico o giocoso nella musica?
Importantissimo, è qualcosa che ci caratterizza molto anche durante i live.
Molti dei vostri testi parlano di ciò che di solito resta taciuto. Come scegliete quali temi affrontare e raccontare?
A seconda di ciò che ci sta colpendo in quel determinato periodo e da come viene percepito dai nostri sensi e dalla nostra mente, per poi successivamente tradurlo in melodia e testo.
La vostra musica racconta libertà e autenticità. In un mondo sempre più giudicante, come vi sentite a trasmettere questo messaggio attraverso il rock?
Ci fa sentire vivi, perché vogliamo anche aiutare chi viene schiacciato da questo tipo di mondo.
Guardando al futuro, quali nuovi orizzonti musicali o esperienze live vi piacerebbe esplorare con i Naïf?
In programma ci sono nuove idee e nuovi temi per il prossimo Ep, ma intanto faremo uscire il primo per poi metterci a lavoro per il secondo. Vorremmo sperimentare e affinare sempre di più la nostra musica.