Tra passato e futuro: la visione alternativa di “F.P.Q.R.”

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Nel primo volume di una trilogia visionaria, Manuele Bocci ci guida in un mondo che rinasce dalle ceneri della storia. Un viaggio tra imperi, religioni e nuove alleanze, dove i personaggi affrontano dilemmi morali e il potere assume forme inedite. Un racconto che rilegge l’Europa in chiave immaginifica.

 

Tra tecnologia e tradizione, il Nuovo Principato Romano cerca di fondere passato e futuro. Qual è, secondo te, il rapporto ideale tra memoria storica e innovazione?

Bilanciare antico e moderno è stata la cosa più difficile. A volte non riuscivo a dormire, così andavo al pc per continuare a scrivere e pensavo: “Ma in questo passaggio che cavolo ho scritto?” La storia romana può aiutare in quanto ha tantissimi spunti storici, ma può anche complicarti la vita proprio perché ha tantissimi spunti storici. Ho provato ad ampliare la storia con la tecnologia, come se fosse un unico filo conduttore, creando un impero che respira attraverso due epoche contemporaneamente. E così le strutture e i monumenti sono antichi ma con componenti tecnologici, così come i soldati hanno abbigliamenti antichi con componenti tecnologici.

Il romanzo è ricco di intrighi, complotti e culti misteriosi. Come hai equilibrato questi elementi fantastici con la profondità psicologica dei personaggi?

Questo è un periodo nuovo anche per i personaggi, perché prima l’Italia faceva parte degli Stati Uniti d’Europa mentre ora fa parte del nuovo governo romano. Le modalità, gli usi e i costumi sono cambiati. I complotti sono sempre esistiti nel mondo romano. Basta vedere le strategie o gli omicidi ai danni di imperatori o consoli. Ogni complotto nasce da un desiderio di qualcuno o di un gruppo. Ogni intrigo è il riflesso di un bisogno umano spesso per aumentare il proprio potere. L’impero romano è tornato nel futuro ma il cuore degli uomini si corrompe sempre facilmente. Su questo fanno leva i culti misteriosi presenti nel racconto. Danno un tocco fantascientifico alla scena ma rivelano anche la profonda umanità dei personaggi.

Il tema della rinascita morale e politica è centrale. Che messaggio speri arrivi ai lettori attraverso questa storia fanta-storica?

La rinascita politica e morale arriva passo dopo passo. Come dice Marco d’Aureli: “Noi siamo solo gli iniziatori del nuovo ordine. La nuova Roma, così come quella antica, non è nata in un giorno solo.” La vera rivoluzione quindi non è solo cambiare le strutture in Italia. Ma cambiare la mentalità e l’etica morale. Così è nata la nuova Roma e il nuovo principato, con persone che credevano in questo progetto. Infatti Marco d’Aureli per primo si circonda di persone fidate, in primis i “Romulia”, come lui amava chiamare i suoi collaboratori quando era governatore del Molise.

Per questo Romulia è il titolo del primo racconto.

Come artista e scrittore, quanto influisce il tuo lavoro nei musei e la tua formazione artistica nella costruzione del mondo di “F.P.Q.R.”?

L’arte mi ha influenzato completamente. Ho descritto alcuni luoghi come se fossero quadri. A volte forse esagerando un po’. Ma volevo dare corpo ad alcuni ambienti precisi. Proprio mentre sono all’interno delle sale o tra le colonne sento che c’è qualcosa che vuole tornare a parlare. Ho creato un nuovo stile artistico, quello del neo-rinascimento, rifacendomi molto agli stili che avevo studiato o visto nelle mostre. Le architetture romane per le sedi istituzionali sono state scelte tra quelle rinascimentali, il mio periodo artistico favorito. Senza l’arte, le ambientazioni non avrebbero la stessa densità di evocare queste emozioni visive.

- 09/12/2025

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