Tra luce e ombra: il viaggio interiore di Filippo Conti

  • WhatsApp
  • Telegram
  • Reddit
  • LinkedIn

Nell’intervista l’autore di «Il Respiro dell’Eterno» svela il cuore della sua ricerca: una visione dell’esistenza come respiro cosmico, unione armonica tra nascita e ritorno. Una lettura dedicata a chi cerca senso, autenticità e connessione profonda con ciò che non si vede ma si sente.

 

Bentrovato, Filippo. Quando hai maturato l’idea di rivolgerti al pubblico attraverso un’opera che accompagna il lettore nel cuore della coscienza?

Credo che alcune parole abitino dentro di noi per anni, in silenzio, in attesa del momento giusto per essere pronunciate. Sentivo da tempo il desiderio di dare forma, attraverso la scrittura, alle mie ricerche interiori e alle esperienze che mi avevano accompagnato nel corso della vita, ma l’idea di rivolgermi direttamente al pubblico, attraverso un’opera, ha preso davvero corpo quando mi sono trovato di fronte al corpo senza vita di una persona cara e, nonostante fosse lì, davanti ai miei occhi, era evidente che mancava qualcosa di fondamentale. È di quel “qualcosa” — invisibile ma potentissimo — che ho deciso di raccontare e allo stesso tempo di imparare, perché lo scrivere ha lo straordinario potere di rendere manifeste le parti silenziose del nostro essere.

“Il Respiro dell’Eterno” rappresenta un passaggio significativo nella tua carriera dopo “Conoscersi per diventare se stessi”? In cosa questi due libri dialogano tra loro?

Sì, Il Respiro dell’Eterno rappresenta per me un passaggio significativo rispetto a Conoscersi per diventare se stessi, ma allo stesso tempo ne è una naturale evoluzione.

Il primo libro è stato soprattutto una raccolta di pensieri, riflessioni e strumenti pratici: un vero e proprio manuale, ricco di esercizi e spunti concreti, pensato per accompagnare il lettore nei primi passi di consapevolezza e per aprire la porta al contatto con il Sé.

Il Respiro dell’Eterno, invece, nasce da un livello ancora più profondo ed esperienziale, affrontando anche il delicato momento del passaggio della morte. Se il primo libro fornisce le fondamenta e gli strumenti, il secondo accompagna il lettore in uno spazio più sottile, più ampio, dove le domande diventano ancora più essenziali e la ricerca si fa più universale.

Che tipo di riscontro stai ricevendo dai lettori e dai partecipanti ai tuoi seminari riguardo ai temi del risveglio della coscienza e della riconnessione con il Sé?

Ciò che riscontro maggiormente nei lettori e nei partecipanti ai miei seminari è un aumento delle domande, dei dubbi, della curiosità. Molte persone non sono abituate, o non sono state incoraggiate, a pensare oltre le proprie certezze, oltre ciò che è considerato “normale” o rassicurante. Eppure, dentro di sé, quasi tutti custodiscono un desiderio profondo di andare oltre, di esplorare, di scoprire qualcosa di più vero.

Vedo crescere la voglia di interrogarsi, di mettere in discussione vecchi schemi, di aprirsi a nuove possibilità interiori. È come quando un bambino chiede di girare sempre più veloce su una ruota, fino quasi a perdere l’equilibrio: non lo fa per perdersi davvero, ma per sentire qualcosa di diverso, per superare un limite, per scoprire un nuovo punto di vista.

In fondo, credo che tutti, a modo nostro, cerchiamo proprio questo: perderci per ritrovarci, attraversare territori sconosciuti della coscienza per ricordare chi siamo davvero. E quando questo movimento si attiva, anche solo in forma di domanda o di intuizione, so che il messaggio del libro e del mio lavoro è arrivato.

Credi che ogni adulto debba intraprendere un percorso di guarigione interiore per vivere con maggiore autenticità e libertà? Perché è così importante?

Più che di guarigione, parlerei di consapevolezza. In questo mondo sembra quasi che siamo “malati fino a prova contraria”, quando molto spesso non siamo malati, ma semplicemente inconsapevoli.

Aumentare la consapevolezza significa iniziare a vedere, a comprendere, a riconoscere chi siamo oltre le etichette, le ferite e le definizioni. Ed è proprio questa luce che porta una forma di libertà autentica. Non una libertà esterna, legata alle condizioni o alle circostanze, ma una libertà interiore, profonda, che nasce dal trascendere la sola identificazione con la forma.

Quando la consapevolezza si espande, smettiamo di sentirci separati, isolati, frammentati, e iniziamo a percepirci come parte di qualcosa di molto più grande… perché la vera libertà è quando trascendiamo la nostra forma per sentirsi immersi nell’oceano della Vita.

Per questo un percorso di consapevolezza non è un lusso riservato a pochi, ma una possibilità — e forse una chiamata — per ogni essere umano che desideri vivere con maggiore autenticità e verità, ma anche per riconnettersi con la propria essenza e diventare chi siamo nati per essere.

- 09/12/2025

ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER

Subscribe

* indicates required
© Cyrano Factory è prodotto da Media Factory Adv. All rights reserved.
ACCEDI CONTATTI REGISTRATI AUTORI