

Che i Boomer abbiano lasciato un’impronta indelebile sul Novecento è un fatto; che questa impronta venga oggi banalizzata da slogan e meme è altrettanto evidente. Da questa frattura nasce “OK BOOMER”, un saggio che si pone l’obiettivo di riaprire il dibattito restituendogli spessore e complessità. Stefano Durante scrive con una chiarezza rara. La sua formazione nella comunicazione scientifica emerge nella precisione con cui articola analisi, testimonianze e riflessioni. La prima parte del libro è un quadro storico ben documentato, capace di spiegare perché i Boomer siano stati la generazione più politicamente e culturalmente attiva dell’ultimo secolo.
La seconda parte cambia tono e ritmo: diventa più intima, più emotiva, quasi conviviale. L’autore mette in scena un mondo fatto di cinema del pomeriggio, feste in casa, educazione sentimentale goffa ma sincera, estati lunghissime e televisione che scandiva le giornate. È una memoria che non “idealizza”, ma osserva. Ciò che colpisce è la capacità di tenere insieme nostalgia e realismo. Non c’è retorica, non c’è autoassoluzione, non c’è il mito dell’età dell’oro: c’è solo la volontà di spiegare chi siamo stati e perché. “OK BOOMER” è quindi più di un libro generazionale: è un saggio che parla a tutto il Paese, perché in quelle pagine c’è un pezzo fondamentale della nostra storia sociale.