Silvia Siravo si racconta a Cyrano Factory: “Più che un gene, il teatro è un virus di famiglia”!

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Silvia Siravo è attrice di grande fascino, dal talento innegabile e di grande simpatia. Diplomata all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ha lavorato tra gli altri nei film ‘Horror. Agli uomini piace uccidere’ (2007) e ‘Prova a volare’ (2004). Nel teatro, ha interpretato numerosi e bellissimi ruoli come ad esempio in ‘Amleto’ di A. Pugliese (2010) , ‘Le Invisibili’ di E. Giordano (2008), Ersilia in “Vestire gli Ignudi” per la regia di Argirò e a breve la vedremo nel ruolo di Prudance in “La Signora delle Camelie” al Teatro quirino dal 27 febbraio. Abbiamo chiacchierato con lei…ecco cosa ci ha raccontato.
 
Silvia Siravo, figlia di Edoardo Siravo e Anna Teresa Rossini. E’ il caso di dire che il talento è un gene di famiglia. Come hai iniziato?
 
Ho iniziato dentro la pancia di mia madre che fino al nono mese di gravidanza ha recitato. Ho girato il mio primo film a sei mesi, ogni volta che dicevano azione piangevo, ma poi ho accettato…. Più che un gene il teatro è un virus di famiglia direi, con cui si convive amabilmente.
I personaggi che tu interpreti, indipendentemente dal mezzo che usi, sono tutti sempre molto completi, raccontano vita ed emozioni; come lavori sulla costruzione del personaggio per renderlo poi vero nella finzione scenica, per dargli quella profondità che permette di sentirlo e di viverlo nella sua realtà?
Provo a mettermi in gioco, a non nascondermi o compiacermi sulla scena. Provo a non giudicare mai un personaggio, a difenderlo… anche i più biechi …perché nella vita si agisce sempre immaginando di essere nel giusto. E poi lavoro prima con la testa ma poi solo di immaginazione, con le suggestioni giuste il personaggio cammina nel modo e nel mondo che che gli è proprio. 
 

Quale è stata la tua esperienza di lavoro più bella?

Ho avuto la fortuna di lavorare con grandi maestri come Armando Pugliese, Luca De Filippo, Mariano Rigillo. Ed interpretare bei ruoli come Ofelia, Mommina, Antigone ecc…
Mi va di ricordare poi il laboratorio a cui ho partecipato su Pinter tenuto dal maestro Peter Stein nella sua tenuta a San Pancrazio, un mese di intenso lavoro, un’esperienza rara di grande interesse.
Con chi sogni di lavorare?

Con Ingmar Bergman, ma temo proprio che resterà solo un sogno.

L’ultimo film che hai visto?

“La ruota delle meraviglie” di Woody Allen, regista che adoro e che trovo abbia una funzione terapeutica sulla mia psiche.

L’ultimo film che ti ha fatto sognare?

Ho visto da poco il “Miglio verde” , non mi era mai capitato …quel film è un mondo alla rovescia dove gli incubi diventano sogni, bellissimo.

L’ultimo libro che hai letto?

“La ragazza delle camelie”, la storia della vera vita di Alphonsine, donna a cui si è ispirato Dumas per la sua Signora delle Camelie. Un libro per approfondire lo studio sul lavoro che sto affrontando ora.
 
Lo spettacolo teatrale che più ti ha colpito?
“Ta main d’ansia la mienne ” di Peter Brook, in scena il carteggio tra l’attrice O. Knipper e Anton Cecov. Ho Pianto, cosa che mi capita raramente a teatro.
 

Il libro della tua vita?

Dipende dai momenti della mia vita, ora mi piace leggere saggi di psicologia. Tempo fa ho letto l’autobiografia di Jung “Ricordi Sogni Riflessioni”, mi ha fatto del bene.
 
La colonna sonora della tua vita?
 
Azzurro di Celentano cantata in bicicletta a Senigallia.
 

Ti piacerebbe fare un’esperienza di lavoro all’estero?  se si dove?

Vorrei andare a salare le aringhe …in sud Africa.

Dove ti vedremo prossimamente?

Al Teatro Quirino di Roma con la “Signora delle camelie” dal 27 Febbraio all’ 11 Marzo.
Sono in scena con Marianella Bargilli, Ruben Rigillo e Carlo Greco, una bellissima compagnia. Io sono Prudance un personaggio cinico e dissoluto che suona la fisarmonica. La regia è di Matteo Tarasco che ha costruito uno spettacolo pieno di fascino e poesia…vi aspettiamo a teatro!

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