“Shiningdark” di Nina Roggeri: il paradosso di un mondo magico che parla di fragilità umana

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C’è un paradosso alla base di “Shiningdark”, romanzo epic fantasy di Nina Roggeri: più il protagonista Natan si addentra tra magie, creature e profezie di un’epoca remota, più il libro insiste sul lato più umano e fragile della sua psicologia. Il romanzo segue il giovane universitario da un imprevisto contatto epistolare con un ramo della famiglia rimasto sempre nellʼombra, fino alla scoperta graduale di unʼidentità sepolta in una vita precedente, riportata alla luce da ricordi custoditi in antichi templi nel bosco. Nella parte centrale, il ritmo rallenta leggermente sotto il peso di un world building molto ricco, con culture, creature e ambientazioni che si moltiplicano capitolo dopo capitolo: alcuni tagli in più avrebbero forse giovato alla scorrevolezza della lettura, senza intaccare la complessità dell’insieme. Per l’attenzione al confronto tra luce e ombra dentro ogni personaggio, il romanzo di Roggeri dialoga più con la scrittura di Licia Troisi che con il fantasy d’evasione puro. “Shiningdark” convince per la volontà di smontare l’idea di bene e male come categorie assolute, restituendo invece un racconto dove ogni figura, anche la più temibile, nasconde le proprie ragioni.

- 28/07/2026

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