Sambiglion ci racconta il suo nuovo singolo “Che colpa ho io”

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Abbiamo avuto il piacere di intervistare Sambiglion in occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “Che colpa ho io”, un brano intenso e sincero che racconta fragilità, consapevolezza e crescita personale.

Con lui abbiamo parlato della nascita della canzone, del suo percorso artistico, del significato del videoclip e dell’importanza di lasciare spazio all’interpretazione di chi ascolta. Ecco cosa ci ha raccontato.

Cosa distingue “Che colpa ho io” dai tuoi precedenti lavori?
Sicuramente la mia attitudine e la mia convinzione.
Il mio primo lavoro è come se fosse stato “il meglio di…”, mentre con Che colpa ho io c’è un progetto che più che artistico oserei dire di vita.

Il brano nasce da una stretta allo stomaco trasformata in canzone. Quanto conta l’istinto nel tuo processo creativo?
Quando devi frenare di colpo o schivare qualcosa entra in gioco l’istinto, senza rendertene conto il cervello compie delle azioni automatiche. Nel caso delle canzoni l’istinto è un ottimo alleato sempre che tu abbia nutrito la mente di argomenti interessanti e poiché scrivere un brano richiede un certo tempo, ho imparato a istintivamente a farmi accompagnare dal flusso creativo restando sempre vigile.

Ci sono emozioni che ancora oggi fai fatica a raccontare in musica?
Penso di no. In base all’urgenza che ho scrivo, non mi sono mai posto limiti nello scrivere.

Quanto è importante lasciare spazio all’interpretazione dell’ascoltatore?
Importantissimo! Sai quando senti un profumo oppure mangi un piatto che ti riporta alla mente l’infanzia o una certa situazione? Se inizio a parlare di ingredienti o di oli essenziali si perde la poesia.
Poi magari se ne può anche parlare ma in prima battuta è meglio godersi il momento.

Come avete costruito il crescendo sonoro che accompagna il brano fino all’assolo finale?
Non nego che abbiamo lavorato non poco alla struttura di questo brano togliendo anche delle parti. Comunque, senza entrare in tecnicismi come la chitarra funky che entra ad un certo punto del brano, abbiamo seguito il flusso, come sempre. Il brano aveva bisogno di un respiro musicale!

L’automobile del videoclip rappresenta un luogo di passaggio. Che valore simbolico ha per te?
L’automobile, per me che sono un ragazzo di provincia, è essenziale.
Prende le sembianze del proprietario, è un riflesso di chi siamo noi in quel momento. Se è pulita, trasandata, con qualche spia accesa, se c’è il pieno o viaggi sempre in riserva.

Guardando al tuo percorso artistico, senti di aver trovato una tua identità precisa?
Ho trovato l’identità di questo momento, e guardando i grandi artisti punto ad una continua evoluzione.

Quale pensi sia la forza principale di “Che colpa ho io”?
Questo brano è diretto sincero e reale. In questo periodo di “Contenuti Artificiali” e di Social che ci tengono lontani dal nostro io, la forza sta proprio nell’accompagnare l’ascoltatore in un viaggio intimo.

- 01/07/2026

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