Pier Paderni e Arturo Croci, una galleria d’arte fatta di amicizia

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Nella prefazione firmata da Pier Paderni, amico e collaboratore artistico di lunga data, si legge di un’antica nave spaziale chiamata Andromeda, scomparsa in una stella nera dopo aver portato bellezza e pace nei mondi che visitava. È un’immagine che dà il tono a tutto “Dipingere è amare per sempre” di Arturo Croci, libro che racconta una vita intera fatta di quadri, persone e luoghi. Quello che colpisce, leggendo, è la quantità di voci diverse che l’autore lascia parlare: gli artisti raccontano in prima persona il significato delle proprie opere, spesso con parole semplici e dirette, come quando Pietro Signorelli descrive i propri ritratti di anziani dicendo “nei loro sguardi vedo mesta rassegnazione, la fine del combattimento”. Sono frammenti che restituiscono calore umano più di qualsiasi descrizione critica. Qualche ripetizione di tono si avverte nella seconda metà del libro, dove gli episodi argentini legati al cugino Sergio Galvani, per quanto toccanti, finiscono per accumularsi senza una vera pausa narrativa: avrebbe forse beneficiato di una selezione più severa del materiale, lasciando spazio a meno episodi ma raccontati con maggiore respiro. Nonostante questo, il libro arriva a un finale commovente con la scomparsa di Sergio nel 2024 e l’arrivo, quasi per caso, di un acquerello dipinto da un’amica francese proprio mentre il volume era già in stampa: un segno, scrive Croci, che la vita continua.

- 26/06/2026

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