Tavo ha appena pubblicato il suo nuovo singolo, intitolato “Rivoluzione” e noi gli abbiamo chiesto di parlarcene.

– È stato difficile, per te, emergere da una città come Alessandria?
Mi sento al primo gradino di una lunghissima scalinata, ho tantissimo ancora da vedere e imparare. Ma sono 12 anni che sbatto la testa nel settore musicale. Perciò ti direi “no, è un lavoro che comporta tanti sacrifici soprattutto quando nasci in una realtà provinciale che non offre molto spazio alla musica live. Fatta eccezione per due locali molto belli, ma allo stesso tempo difficili da raggiungere finche non si ha un pubblico mediamente ampio.

– Chi è stato il primo a credere in te?
Sicuramente Lorenzo Chiesa, mio attuale bassista e amico di infanzia, il quale mi iscrisse a mia insaputa ad un concorso musicale dove servivano brani in editi per partecipare. Io ne avevo a malapena due pronti, ma fui spronato da questo evento per rimboccarmi le maniche. 
Successivamente ringrazio la mia etichetta discografica Noize Hills Records, Andrea Cherian e Roberto Rude Bobo Lazzarin che mi supportano e sopportano da quattro anni.

– Come nascono i tuoi brani?
Nelle mie canzoni parlo di storie delle persone che ho incontrato, che fanno parte della mia vita e della mia vita stessa. 
Non ho una vera e propria formula per la stesura di un brano. Generalmente parto dal testo, successivamente mi occupo della melodia. 
Vengo da ascolti musicali di diversi generi, questo mi permette di mischiare ingredienti eterogenei per dare origine a una ricetta il più possibile personale.

– Sarebbe il caso di fare una “Rivoluzione”?
Senza fare discorsi troppo ampi e rimanendo “nel mio”, posso dirti che il settore musicale (e non solo) necessita di una rivoluzione da anni o forse decenni.

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