

Il cuore tematico di “Tales of Fantàsia” è semplice e dichiarato: ogni personaggio si trova davanti a un bivio e deve scegliere chi vuole essere. Non è una premessa originale, ma Magnaghi ha il merito di non tradirla mai nel corso della narrazione. Ray, orfano per caso di un incidente aereo che lo catapulta in un mondo di isole fluttuanti, magia e tecnologia avanzata, è un protagonista che cresce in modo credibile, con resistenze e cadute che non sembrano artificiali. Il sistema dei poteri merita una menzione: ogni personaggio ne possiede uno specifico, con regole e limiti precisi. Ricorda per certi versi l’approccio di Brandon Sanderson, che costruisce magie come sistemi coerenti e non come espedienti narrativi. Magnaghi non raggiunge quella complessità, ma l’intenzione è chiaramente quella di dare logica interna a ciò che potrebbe essere solo spettacolo. Detto questo, alcuni personaggi del cast secondario restano piatti per troppo tempo: Kleri in particolare svolge quasi esclusivamente la funzione di alleggerire l’atmosfera, senza una propria traiettoria. Crystal ha momenti di profondità inaspettata, ma viene lasciato sullo sfondo. Sono scelte che si possono accettare in un primo volume, sapendo che i successivi potrebbero colmare questi vuoti, ma la sensazione è che alcune opportunità narrative siano state lasciate sul tavolo. Nel complesso, “Tales of Fantàsia” è un progetto letterario che vale la lettura, soprattutto per chi cerca un fantasy giovane con un’identità propria.