
Dietro ogni canzone esiste una storia personale che ne alimenta il significato. Per Lorenz Castelli, “Tutto di te” è anche il risultato di un percorso di vita fatto di cambiamenti, crescita e ricerca della propria identità. Dall’infanzia in Romania all’adozione e alla vita in Italia, l’artista ha trasformato ogni esperienza in una fonte d’ispirazione. Nell’intervista rilasciata a Cyrano Factory, ripercorre le tappe della sua evoluzione artistica, parla dell’importanza della musica dal vivo e spiega perché autenticità e studio rappresentano ancora oggi i pilastri del suo progetto.
La tua storia parte dalla Romania e prosegue in Italia. Quanto hanno contribuito le tue esperienze di vita alla tua identità artistica?
Lorenz Castelli: Il mio percorso personale — dall’infanzia a Bucarest al percorso di adozione, fino alla crescita e al radicamento in una città complessa e meravigliosa come Palermo — rappresenta la matrice profonda della mia urgenza espressiva. Quando la vita ti mette di fronte a snodi così radicali fin da piccolo, sviluppi inevitabilmente una sensibilità accentuata, uno sguardo attento al mondo e un bisogno viscerale di comunicare. Per me la musica non è mai stata un semplice passatempo, ma una necessità esistenziale, uno strumento di catarsi, riscatto e comprensione di me stesso e degli altri. Tutto ciò che canto porta con sé quella fame di verità, quella determinazione e quella grinta che nascono solo quando impari a trasformare i cambiamenti e le ferite in opportunità di rinascita e forza interiore.
Hai sempre cercato una musica autentica e lontana dagli artifici. È una scelta artistica o anche culturale?
Lorenz Castelli: È una scelta etica e culturale prima ancora che artistica. Rifiutare l’uso sistematico ed esasperato dei correttori vocali o delle produzioni completamente costruite al computer significa rivendicare la centralità dell’essere umano con le sue emozioni autentiche. La cultura musicale con cui sono formato si basa sullo studio quotidiano, sul sudore versato in sala prove e sulla verità dell’interpretazione dal vivo. Insieme al maestro Pietro Lo Piccolo, il mio vocal coach che ha portato la sua esperienza su palchi prestigiosi come l’Eurovision 2022, facciamo un lavoro rigoroso per preservare la salute della mia voce, valorizzando l’estensione ma soprattutto la naturalezza e il colore unico del mio timbro. La musica deve far battere il cuore, non simulare la perfezione di un algoritmo.
C’è un verso di “Tutto di te” che senti più rappresentativo del tuo modo di vedere l’amore?
Lorenz Castelli: È senz’altro il passaggio in cui il brano invita con forza a mettere da parte i vocali infiniti, le distrazioni digitali e i filtri patinati per guardarsi finalmente in faccia senza mediazioni. Quel momento sintetizza perfettamente la mia filosofia di vita e di coppia: l’amore non vive di approvazioni social, non si misura in visualizzazioni e non si consolida attraverso messaggi veloci. L’amore vero risiede nella condivisione di istanti reali, nella complicità di uno sguardo, nell’accettazione reciproca dei propri difetti e nella costruzione quotidiana di un percorso comune.
Quanto è stato importante confrontarti con professionisti come Andrea Amati e Michele Coratella senza perdere la tua identità?
Lorenz Castelli: È stato un passaggio decisivo nel mio percorso di maturazione artistica. I veri grandi professionisti si riconoscono da un dettaglio fondamentale: non cercano mai di snaturare l’artista o di imbrigliarlo in schemi predefiniti per comodità di mercato, ma mettono il proprio talento al servizio della sua visione per far risaltare ciò che ha di unico. Insieme al lavoro della mia manager Antonella Trapani (manager della Contromano Music Band), fondamentale per la direzione strategica del progetto, abbiamo creato un team coeso e sinergico. La sensibilità poetica di Andrea Amati nella scrittura e la maestria tecnica di Michele Coratella negli arrangiamenti hanno valorizzato la mia essenza senza mai soffocarla.
Hai fondato la Contromano Music Band per portare la tua musica dal vivo. Quanto conta il palco nel tuo percorso?
Lorenz Castelli: Il palco è il mio habitat naturale, l’unico posto al mondo dove ogni difesa cade e la musica si trasforma in pura energia condivisa. La Contromano Music Band rappresenta per me molto più di una semplice formazione musicale: è una vera e propria famiglia artistica e umana. Sul palco insieme a Piero Virzì alla chitarra, Danilo Buttitta al basso e Gaspare Greco alla batteria si crea una chimica unica, fatta di intesa immediata e passione travolgente. Quando suoniamo dal vivo non ci sono artifizi o basi a coprire gli errori: c’è l’impatto travolgente del suono analogico, il sudore, la dinamica e il contatto visivo diretto con la gente. È lì che si misura il valore reale di un progetto musicale.
Quale messaggio vorresti lasciare a chi sogna di fare musica senza inseguire le mode?
Lorenz Castelli: Vorrei dire di non cedere mai alla tentazione di svendere la propria unicità per rincorrere il consenso facile o la tendenza del momento. Le mode passeggere si consumano con una velocità disarmante, ma la qualità, lo studio e l’autenticità rimangono nel tempo. Costruitevi una solida preparazione, circondatevi di professionisti seri che credano davvero in voi, studiate la voce e gli strumenti e fate tanta gavetta dal vivo. Scegliere la strada dell’onestà artistica richiede indubbiamente più tempo, sacrificio e pazienza, ma è l’unica via per potersi guardare allo specchio con orgoglio e costruire una carriera duratura e rispettata.