
A soli dieci anni, Sofia Baddie ha già le idee chiarissime e un talento poliedrico che spazia dal canto al pianoforte, passando per la danza hip hop e il musical. Dopo aver risposto ai piccoli ostacoli quotidiani a ritmo di musica, la giovanissima artista torna a far ballare il suo pubblico con “Baddie Saturday”, un trascinante singolo urban/pop-trap che fonde italiano, inglese e spagnolo. Ai microfoni di Cyrano Factory, Sofia ci apre le porte del suo mondo: dalle prime canzoni scritte a sei anni all’ispirazione nata dai banchi di una scuola internazionale, fino al coloratissimo videoclip diretto da Marco Lui con la direzione di Francesca Cipriani. Un’intervista che racconta il sabato perfetto della sua generazione, ridefinendo il concetto di “baddie” in chiave positiva: non bulle, ma amiche pronte a sostenersi e a divertirsi insieme senza paure.
A soli 10 anni vanti già un percorso solido, studiando canto, pianoforte, musical e danza hip hop. Quali sono state le prime sfide che hai affrontato nel muovere i tuoi primi passi in un mondo grande come quello della musica, pur essendo così giovane?
La sfida più grande è stata imparare a non avere paura del palco. All’inizio ero emozionantissima, ma ogni volta che canto o ballo mi sento sempre più sicura. Mi piace studiare cose nuove e migliorare ogni giorno. Il canto e l’hip hop sono le attività che preferisco. Anche il pianoforte lo sto continuando a studiare perché la mia insegnante e la mia mamma pensano che possa aiutarmi tanto come musicista e nella scrittura delle mie canzoni.
Il tuo precedente singolo “Baddie Girl” è nato per trasformare la rabbia contro le provocazioni e le prese in giro a scuola in energia positiva. Ti va di raccontarci come quel momento difficile ti ha aiutata a trovare la tua grinta e la tua determinazione?
Qualche volta mi è capitato di sentirmi presa in giro e non è stato bello. Invece di arrabbiarmi soltanto, insieme alla mia mamma abbiamo deciso di trasformare quelle emozioni in una canzone. Credo che la musica possa aiutare a sentirsi più forti e a capire che non bisogna mai smettere di essere sé stessi.
Le tue primissime canzoni sono nate quando avevi solo sei anni, all’interno del progetto Chic Boom Boom insieme a tua mamma Matilde. Quali artisti o quali eventi di quel periodo hanno lasciato il segno sui tuoi primi lavori?
In realtà canto da sempre. La mia mamma dice che cantavo ancora prima di parlare. E anche adesso, quasi tutte le sere, faccio i miei piccoli spettacoli in salotto davanti a mamma e babbo.
La mia prima canzone è nata quasi per caso. Volevo tantissimo conoscere i Me Contro Te e così abbiamo scritto una canzone dedicata a loro. Da lì è iniziato tutto e non ci siamo più fermate.
Oggi quando riguardo quei video mi vergogno un pochino perché mi vedo davvero piccolissima! Però sono felice di aver iniziato così.
Ho sempre ascoltato Baby K e ancora oggi mi piace tantissimo. Adesso ascolto soprattutto Anna Pepe, ma mi hanno ispirata anche telefilm musicali come Alex & Co. e Maggie & Bianca Fashion Friends, che mi facevano sognare di cantare, ballare e vivere avventure con gli amici.
Se potessi fare un piccolo viaggio nel tempo e dare un consiglio alla Sofia di sei anni che ha appena iniziato a scrivere e a cantare le sue prime barre, cosa le diresti?
Le direi di continuare a divertirsi e di non avere paura di sbagliare. Ogni canzone che scrivi ti insegna qualcosa e ogni esperienza ti fa crescere.
Il tuo nuovo singolo è un pezzo urban/pop-trap unico che fonde tre lingue: italiano, inglese e spagnolo. Quali sono state le principali influenze musicali o sonore che ti hanno ispirata per creare questo ritmo così internazionale?
Frequento una scuola internazionale e ogni giorno sto con bambini che arrivano da tantissimi Paesi. Mi piaceva l’idea di creare una canzone che tutti potessero cantare e ballare insieme, riconoscendosi anche nelle diverse lingue.
Mi sono ispirata sicuramente ad Anna Pepe per l’energia e lo stile, ma soprattutto alla mia vita di tutti i giorni: i pigiama party che adoro organizzare, il divertimento con le amiche e il messaggio che le vere baddie non fanno le bulle, ma si vogliono bene e si aiutano.
Il brano si intitola “Baddie Saturday”. Come hai scelto questo titolo e cosa significa per te raccontare il sabato perfetto della Generazione Alpha?
L’idea è nata quando ho iniziato a organizzare i miei primi pigiama party. Per me il sabato è il giorno in cui ci si rilassa, si balla, si ride, si gioca a Roblox, si ascolta musica e si sta con gli amici. È un giorno senza pensieri e pieno di energia positiva.
Insieme a un team fantastico – con la regia di Marco Lui e la direzione di Francesca Cipriani – avete creato un video coloratissimo tra pigiama party e balli in spiaggia. Puoi condividere alcune anticipazioni su cosa i nostri lettori possono aspettarsi dai tuoi prossimi video e trend su TikTok?
Sicuramente tanta musica, nuove coreografie e video divertenti. Le idee non ci mancano! I miei social li gestisce la mia mamma, ma scegliamo insieme i contenuti e ci piace creare qualcosa che faccia sorridere e ballare chi ci segue.
Ne approfitto anche per ringraziare tutte le ballerine che hanno partecipato al videoclip perché sono state fantastiche. Un grazie speciale a Francesca Cipriani e a Pianeta Cipriani per la produzione, a Marco Lui per la regia e a Emanuela Mastrandrea per le bellissime coreografie. Senza di loro questo videoclip non sarebbe stato lo stesso.