
Con “Parlami”, Lemuri Il Visionario conferma un percorso artistico in cui musica, teatro e narrazione convivono in un unico linguaggio espressivo. Il brano è infatti uno dei momenti centrali di “Sarò diverso”, lo spettacolo che racconta il viaggio di Victor, protagonista di una storia di crescita e cambiamento, accompagnando il pubblico in un’esperienza che va oltre il concerto tradizionale.
La dimensione scenica è da sempre parte integrante del progetto: ogni performance è costruita per coinvolgere non solo attraverso le canzoni, ma anche grazie alla forza delle immagini, della recitazione e del racconto. Un approccio che trova nuova forza con il debutto della nuova versione di “Sarò diverso” al Teatro Ghione, segnando l’inizio di una nuova tappa artistica.
Per l’occasione abbiamo intervistato Lemuri Il Visionario, che ci ha raccontato il significato di “Parlami”, il legame tra musica e teatro e il desiderio di trasformare ogni spettacolo in un viaggio emotivo capace di lasciare il segno.
“Parlami” è diventato uno dei punti centrali dello spettacolo “Sarò diverso”. Come si inserisce all’interno del racconto teatrale?
Victor, il protagonista dello spettacolo, lascia coraggiosamente il suo piccolo paesino sperduto tra le montagne e dopo molte avventure raggiunge un’enorme e caotica metropoli. La canzone unita ad un toccante monologo racconta le sue sensazioni.
Cosa cambia quando una canzone viene vissuta dal pubblico all’interno di uno spettacolo?
Direi che il teatro è un rito magico che porta il pubblico ad immedesimarsi con la storia in modo differente dal concerto. Quindi l’emozione sia degli artisti che del pubblico viene sicuramente amplificata dall’ambiente, dal silenzio e dalla concentrazione.
Quanto conta la componente visiva nei tuoi progetti artistici?
Moltissimo. Come Lemuri il Visionario, non riesco a pensare ad una performance priva di un lavoro scenico e visivo.
Hai sempre amato unire musica, teatro e narrazione. Da dove nasce questa esigenza?
Fin da adolescente ho cominciato a sognare ascoltando e seguendo i dischi e gli spettacoli di artisti come Peter Gabriel e David Bowie che hanno sempre dato grande importanza a quell’aspetto. Quindi non ho potuto fare a meno di tentare di tramandare il concetto di teatro rock o opera pop nei miei spettacoli e attraverso il mio personaggio.
Cosa rappresenta per te il debutto della nuova versione di “Sarò diverso” al Teatro Ghione?
Sicuramente l’inizio di una nuova sfida. Il teatro Ghione è uno spazio artistico tra i più prestigiosi d’Italia e di conseguenza il luogo migliore per ripartire con lo spettacolo che rappresenta in modo più sincero tutto il mio progetto.
Il pubblico reagisce in modo particolare quando esegui “Parlami” dal vivo?
È un brano molto coinvolgente dal punto di vista ritmico ed emotivo e il pubblico per fortuna si dimostra molto attento e coinvolto.
Quali emozioni speri di suscitare durante lo spettacolo?
Spero di trasportare la gente in uno spazio parallelo di realtà e fantasia dove identificarsi per un’ora e mezza nelle avventure del protagonista della storia Lemuri il Visionario.
Quanto è importante per te raccontare storie oltre la semplice forma canzone?
Le canzoni rappresentano al giorno d’oggi il modo più semplice ed immediato di raccontare storie in modo conciso e poetico. Il mio personaggio è per sua natura anche un simbolo e la sua storia è comunque un romanzo di formazione dove spero ogni ascoltare possa ritrovare qualcosa di sé stesso.