La voce di Lorca torna a vivere: al Teatro Tordinona un monologo intenso sulla libertà

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Al Teatro Tordinona, dal 12 al 15 marzo, è andato in scena uno spettacolo raro per delicatezza e intensità: “Federico García Lorca – Il poeta della libertà”, monologo interpretato da Ornella Giusto e dedicato alla figura immortale di Federico García Lorca. Un lavoro teatrale che non cerca l’effetto facile, ma punta tutto sulla parola, sul silenzio e sulla memoria.

Un dialogo intimo con il poeta

Fin dai primi minuti si percepisce che non siamo di fronte a una semplice ricostruzione biografica. Ornella Giusto sceglie una strada più complessa e, in un certo senso, più autentica: non racconta Lorca, lo attraversa. La scena diventa uno spazio quasi confessionale, dove il pubblico viene invitato ad ascoltare pensieri, inquietudini e lampi di poesia che hanno reso il poeta andaluso una delle voci più luminose del Novecento.

Il monologo procede come una lunga lettera d’amore alla sua opera. Le poesie – recitate sia in spagnolo sia in italiano – non sono inserite come semplici citazioni, ma diventano la materia viva della drammaturgia. La parola poetica scorre accanto alla musica, presenza discreta ma fondamentale, che accompagna il ritmo dello spettacolo senza mai sovrastarlo.

Andalusia evocata più che mostrata

L’atmosfera richiama la terra di Lorca con tocchi leggeri: un accenno di flamenco, un’eco musicale, un’immagine evocata più che rappresentata. È un teatro essenziale, quasi antico nel suo impianto, che si affida soprattutto alla forza dell’interprete. Una scelta controcorrente in tempi di scenografie spettacolari, ma che qui funziona proprio perché restituisce centralità alla parola.

Il cuore dello spettacolo è la libertà: libertà di pensiero, di amore, di espressione. Temi che nella vita di Lorca furono tutt’altro che astratti e che culminarono tragicamente con la sua morte durante la Guerra Civile spagnola. Il racconto trova uno dei momenti più toccanti nel riferimento ai luoghi della sua fine, tra Víznar e Alfacar, nei pressi della suggestiva Fuente Grande, conosciuta anche come “Fuente de las Lágrimas”.

Un’interpretazione intensa e misurata

Ornella Giusto porta in scena un’interpretazione intensa ma mai sopra le righe. La sua forza sta nella misura: non forza l’emozione, la lascia emergere lentamente. Il pubblico viene accompagnato dentro un percorso emotivo che alterna malinconia, passione e improvvisi slanci lirici.

Non stupisce quindi che lo spettacolo abbia già trovato una risposta calorosa in altre piazze italiane e che sia stato accolto con entusiasmo anche al Festival La Versiliana.

Un teatro che si affida alla poesia

“Federico García Lorca – Il poeta della libertà” dura poco più di un’ora, ma lascia la sensazione di aver attraversato un mondo intero. È uno spettacolo che si prende il tempo di ascoltare la poesia e di farla respirare in scena, ricordando quanto il teatro, quando torna all’essenziale, sappia ancora parlare con forza al pubblico.

In un’epoca in cui spesso si corre troppo, questo lavoro invita invece a fermarsi, ad ascoltare e a lasciarsi attraversare dalle parole di un poeta che, a quasi un secolo dalla sua morte, continua a chiedere – con sorprendente attualità – libertà.

- 16/03/2026

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