La potenza degli opposti in «Lo Sciamano Chiaro e lo Sciamano Scuro»

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Cosa succede quando il bene e il male non sono più nemici ma parti dello stesso percorso? Federico Montoli ce lo racconta con intensità e immaginazione, in un intreccio narrativo sospeso tra realtà e visione, dove ogni ostacolo può rivelarsi il primo passo verso una rinascita interiore.

 

Federico, è un piacere averti qui. Dopo una lunga carriera come operaio, come hai scoperto la passione per la scrittura?

La passione per la scrittura in realtà ce l’avevo già al tempo della scuola dell’obbligo, quando scrivevo lunghi e articolati temi, che mi valevano nello scritto degli ottimi voti. Poi, l’esperienza lavorativa è cominciata e ho accantonato la scrittura. L’ho ripresa una ventina di anni fa, dapprima con brevi poesie, poi scrivendo un lungo racconto rimasto nel cassetto. A distanza di anni, poi, ho scoperto i racconti brevi, che mi piacevano proprio per la loro conclusione rapida. Durante la pandemia ho ripreso a scrivere seriamente, concludendo un altro romanzo, stavolta di parecchie pagine. E negli ultimi tre anni mi sono dedicato al racconto sugli sciamani, ormai avevo preso il via. Ad oggi ho quel racconto di tanti anni fa da poter pubblicare, solo che farebbe parte di una trilogia o una tetralogia, quindi avrei pensato di scrivere almeno un altro episodio prima di arrivare alla pubblicazione, per avere le idee chiare sull’episodio conclusivo. Il mio obiettivo ora è di concentrarmi sul romanzo degli sciamani per dare loro una degna collocazione.

Come hai lavorato sullo stile narrativo per bilanciare la parte visionaria con la chiarezza della narrazione?

L’ho sviluppato partendo da uno stile cinematografico, essenziale e visionario, volevo scrivere qualcosa che non mi avrebbe annoiato.

Ho lavorato scrivendo tanti appunti, erano lunghi quanto la metà del libro. Rileggevo spesso e stendevo nuovi capitoli, eliminando quanto già scritto dagli appunti precedenti. È stato un continuo scrivere e riscrivere, fino a quando sono arrivato con le idee chiare alla stesura finale del libro.

Ci sono autori o opere che ti hanno influenzato particolarmente durante la stesura?

Mi hanno influenzato i film classici di fantascienza, per quanto riguardo lo svelarsi degli sciamani. Come tempi infatti essi appaiono a lettura piuttosto inoltrata, come alla vecchia maniera. Il resto l’ho preso dalle mie idee che continuamente aggiornavo.

Quanto è stato difficile gestire un’opera così ricca di tematiche complesse e intrecci psicologici?

È stato parecchio complicato. Scrivevo infatti molti appunti per non perdere il complesso filo della trama.  A mano a mano che la storia si sviluppava, aggiungevo nuovi personaggi alla scena, nuovi caratteri e nuove competenze, intrecciando loro il cammino fino ad arrivare al finale. Mi sono divertito parecchio a scriverlo.

- 08/12/2025

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