Sinceramente credo sia inutile interrogarsi se sia opportuno o no scrivere d’amore, nel nostro oggi, nella nostra contemporaneità sempre più distanziante non solo socialmente, ma anche ontologicamente. Un mondo che ora sembra sempre più lavorare ad una distruzione totale dell’aderenza al prossimo, secondo logiche volte alla produzione e consumazione del prodotto, alla produzione e consumazione dei sentimenti, alla produzione e consumazione della generosità, dell’ascolto, della comprensione, del dialogo, della pazienza, della cura. Insomma della produzione e consumazione dei valori umani, di quei valori che ci rendono umani, non più liquidi da tempo, non più rientranti in nessuna agenda politica. Vale eccome scrivere ancora d’amore, indipendentemente se vince in tendenze editoriali l’amore cortese o il più problematico amore post/moderno che meticcia post/umano e hardcore. Vale la pena scrivere d’amore, se lo si fa con la delicatezza e il rispetto composto, solenne, per un sentimento che muove il cosmo, l’universo, se lo si fa come lo fa Ottavio Rossani nel suo ultimo libro per versi, dal titolo “La luna negli occhi” edito da Nino Aragno editore. Quello di Rossani è un Amore che si nutre e riempie di immagini, luoghi, ricordi, geografie dell’anima, che si agitano nei nostri cuori, in un affresco metrico colto e raffinato, suadente ed avvolgente, coinvolgente, anche quando si ha a che fare con materiale incandescente che erompe dagli abissi della nostra sensibilità. Sì vale la pena scrivere d’Amore, e lo afferma con decisione anche Rossani con questa sua nuova pubblicazione, senza se e senza ma … proprio perché (e i suoi versi lo dichiarano a gran voce) le traiettorie del nostro vivere, lunghe o corte che siano sono impregnate di amore, morte, lutto, splendore, insomma … vita! Un dono gratuito che ci è stato dato non solo perché il nostro amore lo riversassimo solo per l’altra metà del cielo, ma anche perché ne facessimo buon uso nel riconoscere l’altro non come altro da noi, estraneo, alieno, ma come riflesso di un essere insieme che è comunità e futuro! Come non sentire a pelle versi come questi: “La luce salvifica della mente, / planando sopra l’enigma del morire, / dal rancore ha saputo estrarre / una leggera crescente speranza.” (Distanza, p. 65), “I giorni e le notti sono fatti di niente: / un’aria, un respiro, un rumore. / I gesti presto diventano nostalgie.” (assedio, p. 35); “Potresti far germogliare anche la sabbia.” (rinascenza, p. 41).  La luna negli occhi si struttura in quattro sezioni, che a nostro avviso determinano una traccia di lettura di possibilità poetiche direttamente connesse all’Amore in tutte le sue manifestazioni, e declinazioni. Un libro da non perdere

 

Ottavio Rossani  è poeta, scrittore, pittore, regista teatrale. Abita a Milano. Laureato in Scienze politiche e sociali, fa il giornalista (40 anni al Corriere della Sera prima redattore, poi inviato speciale). Si è occupato di politica, economia, cultura, costume, cronaca. Ha intervistato umili e potenti, in Italia e all’estero. Ha viaggiato nei diversi continenti, soprattutto in America Latina. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Le deformazioni (1976), Falsi confini (1989), Teatrino delle scomparse (1992), Il fulmine nel tuo giardino (1995), Hogueras (1998), L’ignota battaglia (2005), Riti di seduzione (2013); i saggi: L’industria dei sequestri (1978), Leonardo Sciascia (1990), Le parole dei pentiti (2000), Stato società e briganti nel Risorgimento Italiano (2002); il racconto storico: Servitore vostro humilissimo et devotissimo (1995). Dipinge: al suo attivo molte mostre personali e collettive. Dal 2007 è responsabile del blog POESIA sul Corriere della Sera on line (poesia.corriere.it). Collabora a diversi giornali, riviste e siti web, con editoriali sociopolitici e critiche letterarie. Per i Quaderni del Bardo Edizioni nel 2019 pubblica Soverato nella collana Fuochi

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