Kamylla racconta “Starlight”: tra vulnerabilità, amore e voglia di lasciarsi andare

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Con “Starlight”, la giovane artista Kamylla sceglie di raccontare l’amore nella sua forma più autentica e fragile, trasformando emozioni, paure e desideri in un brano dal forte impatto emotivo. Il singolo unisce sonorità energiche e melodie immediate ad un testo che invita a non arrendersi ai sentimenti superficiali e alla solitudine emotiva che spesso caratterizza le relazioni contemporanee.

Dietro il progetto c’è un percorso artistico costruito nel tempo tra studio, esperienze televisive, concorsi musicali e importanti occasioni internazionali, come l’esperienza vissuta negli Stati Uniti, rimasta profondamente nel cuore dell’artista. Fondamentale anche la collaborazione con Namida e Cristian Gallana, con cui Kamylla ha trovato una visione musicale condivisa e una squadra capace di valorizzare al meglio la sua identità artistica.

In questa intervista per Cyrano Factory, Kamylla ci porta dentro il mondo di “Starlight”, parlando di amore, vulnerabilità, crescita personale e del bisogno di vivere i sentimenti senza paura.

“Starlight” invita a vivere l’amore senza paura: credi che oggi si abbia più timore di lasciarsi andare ai sentimenti?
A volte forse si, credo che i giovani, molto spesso, preferiscano accontentarsi di un sentimento piatto che non fa provare emozioni forti pur di avere qualcuno accanto…ci si aggrappa a qualsiasi cosa pur di non sentirsi soli e poi ci si sente soli lo stesso. Questo infatti non significa lasciarsi andare, anzi, tutto il contrario. Significa arrendersi e non lottare per cercare l’amore vero.

Quanto è stato importante collaborare con Namida e con Cristian Gallana nella realizzazione del progetto?
Siamo una squadra e per questo vi rispondo che il loro supporto e la collaborazione che è nata tra di noi è importantissima per portare avanti questo progetto musicale. Abbiamo la stessa visione della musica e crediamo tanto in lei, perciò penso che continueremo a fare belle cose insieme, abbiamo trovato la strada giusta. A proposito di questo ci tengo a ringraziarli perché credono in me e mi permettono di realizzare dei piccoli sogni…sono tanto grata a loro per questo!

Nel brano c’è una forte componente emotiva ma anche molta energia: era importante trovare questo equilibrio?
Si era molto importante per me che queste due caratteristiche trovassero spazio all’interno di questo brano. Per me un brano è vincente quando ha un ritmo orecchiabile che rimane in testa ma anche quando ha un testo con un significato importante dietro, un testo che possa lanciare un messaggio e permettere agli ascoltatori di immedesimarsi nella storia. Credo proprio di aver centrato questo obiettivo con “Starlight”.

Hai studiato clarinetto per molti anni: pensi che questo percorso abbia arricchito anche il tuo approccio vocale?
Lo studio del clarinetto è stato un’ottima base per il mio percorso vocale e canoro in quanto mi ha insegnato a gestire bene il fiato e ad utilizzare bene il diaframma. Inoltre studiando clarinetto in conservatorio ho iniziato sin da piccolina a conoscere le note, il solfeggio, l’armonia e la storia della musica in generale e tutto questo mi ha permesso di avere una cultura musicale ampia che ha arricchito il mio bagaglio culturale.

Dalla televisione ai concorsi fino agli Stati Uniti: qual è il ricordo che porti più nel cuore del tuo percorso?
Tutto ciò che ho avuto la possibilità di fare in questi anni mi ha formato e mi ha fatto crescere, sia a livello artistico e professionale che a livello umano, quindi sono e sarò sempre grata ad ogni esperienza fatta. Però non posso negare di avere nel cuore un’esperienza in particolare…quella vissuta a Philadelphia, negli Stati Uniti d’America. È stata una settimana magica, che ricordo sempre con tanto piacere. Mi è sembrato di vivere in uno di quei film Americani, ogni giorno è stato speciale. Abbiamo visitato la città, i parchi, le scuole e i monumenti più importanti, conosciuto persone meravigliose che fanno tanto per quella città e per tutta la comunità ma soprattutto, io e la ragazza Siciliana che è partita insieme a me per questa avventura, ci siamo esibite al “GAMP THEATRE” cantando 4 canzoni in lingua Italiana davanti a un pubblico di italiani emigrati negli Stati Uniti tanti anni fa…mi ricordo ancora il calore e l’affetto che hanno dimostrato nei nostri confronti, facendoci sentire speciali. Terminata questa esperienza abbiamo anche avuto la possibilità di registrare un inedito in lingua Inglese, il mio in particolare si chiama “Above the Fire” e lo trovate su tutte le piattaforme digitali.

Se dovessi descrivere “Starlight” con tre parole, quali sceglieresti?
Probabilmente sceglierei queste 3 parole: passione, consapevolezza e vulnerabilità.
PASSIONE perché l’amore, l’emozione e i sentimenti sono sicuramente i protagonisti di questo brano.
CONSAPEVOLEZZA perché in questo brano c’è una presa di coscienza importante sia per quanto riguarda l’amore per sè stessi e il rapporto che si ha con la propria persona che per quanto riguarda il legame con gli altri.
E infine VULNERABILITÀ perché in generale la vulnerabilità è la capacità di poter essere feriti, emotivamente o psicologicamente, quando ci si espone davvero ma non significa debolezza, anzi, significa mostrare parti sincere di sé, anche quando questo comporta rischio, paura o incertezza.
Nel contesto della canzone, la vulnerabilità sta nel lasciarsi coinvolgere così tanto da qualcuno da rischiare di “andare in tilt”, sentirsi soli o avere il cuore “a pezzi”, oppure chi lo sa, trovare l’amore vero e provare emozioni forti, per cui ne è valsa la pena lottare

- 25/05/2026

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