INTERVISTA-“Distillati”, quando la scrittura di Gianluca Baggio diventa atto di resistenza

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C’è una tensione costante tra fragilità e lucidità nei testi di “Distillati”. Gianluca Baggio costruisce racconti brevi che non cercano consolazione, ma verità. La parola diventa rifugio e resistenza, capace di trasformare il vissuto in materia narrativa asciutta, intensa, profondamente umana.

 

La tua vita personale è stata segnata da esperienze molto forti. Quanto di autobiografico c’è nei tuoi testi?

I racconti sono di pura invenzione narrativa, certo è che quello che è il mio vissuto ha potuto influire sulle storie o personaggi con qualche peculiarità veramente esistente.

Hai affrontato diagnosi complesse e sfide continue. La scrittura è stata una forma di resistenza o di rinascita?

E’ una forma di resistenza, una distrazione sul male del quotidiano.

Crescere nel Sudtirolo ti ha messo a contatto con tensioni identitarie importanti. Questa dimensione “di confine” quanto ha influenzato il tuo modo di scrivere?

Io vivo a Verona ormai dal 2010, quindi le mie origini posso dire che non hanno influenzato il mio modo di scrivere.

Oggi vivi a Verona, che definisci “casa dell’anima”. In che modo questo luogo ha influenzato il tuo percorso creativo?

Sicuramente è una città piena di storia e costantemente presa d’assalto da gente proveniente da tutto il mondo, quindi fare una passeggiata in centro storico è una grande fonte d’ispirazione.

Distillati

- 05/01/2026

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