
Nel suo nuovo singolo, Gangel sceglie la sincerità cruda di chi ha attraversato l’abisso e ne è uscito con una melodia. Senza filtri e con una voce delicata ma potente, racconta il disorientamento emotivo e la possibilità di trasformare il dolore in bellezza condivisa.

Cosa rappresenta per te la vulnerabilità nella musica e come riesci a trasformarla in forza creativa?
La vulnerabilità nella musica ti permette di esprimere le tue emozioni per come sono, senza filtri, per trasformarla in forza creativa bisogna invece avviare un canale o valvola di sfogo che dalla vulnerabilità, passa direttamente alla creazione. Questo avviene tramite vari percorsi psicologici e tanto lavoro su noi stessi.
Il sad pop si presta molto a raccontare emozioni profonde. Ti identifichi pienamente in questo genere o senti contaminazioni future?
In generale credo sia il genere che mi rappresenta di più, che mi dà più margine e più libertà nel processo di creazione. Inoltre credo che sia anche quello in cui riesco ad esprimermi al meglio. Tuttavia, ascoltando tantissimi generi musicali, la contaminazione non soltanto è inevitabile, ma sento anche di apprezzarla per il futuro mio e delle mie canzoni.
Come ti relazioni al tema del panico e della salute mentale ora che ne hai fatto un’opera d’arte condivisa?
Per me è molto importante intraprendere un percorso psicologico, ti insegna a trasformare la sofferenza in forza e creatività. La salute mentale è un tema serio e finalmente in questo periodo se ne sta cominciando a parlare molto di più. Questo è molto importante sia a livello di prevenzione che per guarire. La gente non deve avere paura o sentirsi imbarazzata di chiedere aiuto.
Quanto conta per te mantenere una produzione musicale essenziale, quasi nuda, come in “Dimmi cos’è”?
Lo dico anche nel testo, essere “nudi” a livello di produzione musicale vuol dire essere immediati e diretti. Questo nelle canzoni introspettive ti consente di trasmettere il messaggio al meglio.
Credi che la musica possa ancora essere un mezzo terapeutico non solo per chi l’ascolta ma anche per chi la crea?
Assolutamente si, sia personalmente ma anche per sentito dire, so che la musica è molto importante sia per trovare rifugio in essa, che come mezzo terapeutico.
Stai già lavorando a nuovi brani? Che direzione emotiva o sonora stai esplorando?
Si, sto lavorando alle prossime uscite, cerco sempre di sperimentare ma anche di mantenermi fedele ai temi che ho precedentemente portato. L’ importante per me è l’ atmosfera che una canzone sa dare e il testo, sono essenziali per trasmettere le proprie emozioni e la propria creatività al meglio.