Intervista a Mariné Galstyan che sarà a Sala Uno con “Se la terra trema” e ad aprile nel film tv “Tutto il mondo è paese” di Giulio Manfredonia.

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Mariné Galstyan sarà la protagonista dall’8 al 18 marzo al Teatro Sala Uno dello spettacolo –  in prima nazionale – Se la terra trema, scritto e diretto da Maria Inversi (Produzione La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello). L’attrice, di origine armena, interpreta una donna, di cui non si conoscono nome, provenienza e destinazione, divenuta cieca a seguito di una serie di vicissitudini avverse. Mariné Galstyan metterà in scena le fragilità della protagonista, ma soprattutto il coraggio e la forza estrema di far fronte alla nuova situazione. Abbiamo chiachierato con lei.

Interpreti un personaggio molto intenso, come hai lavorato per farlo tuo?

Per me è stato molto difficile lavorare su questo personaggio, ma allo stesso tempo è stata una bellissima sfida con me stessa. Mi piacciono le sfide! In questo caso la difficoltà è stata maggiore, perché sto lavorando con una poetessa (Maria Inversi ndr) che ha un modo di scrivere molto affascinate. E’ bello lavorare con lei, è come uno specchio, mi metto completamente nelle sue mani. Il mio personaggio non si sa da dove arriva, e prima di metterlo in scena, abbiamo parlato tanto di questa donna. Credo di poter dare tanto a questo personaggio perché la mia storia di emigrazione mi fa sentire questa donna molto vicina. Tutti noi talvolta ci sentiamo fuori posto, il personaggio che interpreto non ha vista  ne memoria, vive una situazione tragica, ma la storia non viene raccontata affatto in maniera tragica: lei riflette sul suo vissuto, arriva a ricordare la sua famiglia, la sua storia e pensa a quanto siano fondamentali le radici dalle quali lei, volente o nolente, si è dovuta allontanare.  Parla tante lingue, francese, portoghese, spagnolo, tedesco, armeno, perché appartiene al mondo e talvolta canta, perché il canto le permette di sfuggire al dolore. I disastri  accadono dappertutto e questa donna può essere ognuno di noi.

Non è la prima volta che interpreti un personaggio vittima di guerre, emigrazione. Cosa ti spinge a dare corpo e voce a queste storie?

Sono armena, terza generazione dopo il genocidio, il mio bisnonno è sfuggito al genocidio e io ho nel sangue questo dolore. Con la mia compagnia teatrale, InControVerso, in questi anni, ho realizzato lo spettacolo IL GRANDE MALE, che non è solo uno spettacolo ma una missione; per gli artisti armeni – secondo me – deve essere una missione, rendersi portavoce del crimine compiuto.

Prossimi lavori?

Ad aprile sarò in onda su Rai1 con la fiction Tutto il mondo è paese, ispirata alla vera storia del sindaco di Riace Mimmo Lucano. La Regia è di Giulio Manfredonia, protagonista Beppe Fiorello. Sono molto felice di aver fatto questo film, sono la signora Sharif, moglie di un rifugiato curdo, facente parte del primo gruppo di emigrati arrivati a Riace in Calabria. Il mio ruolo è bellissimo e mi rende orgogliosa avergli dato voce, corpo e anima. A maggiosarò a Cometa Off con il riadattamento di Pallottole su Broadway di Woody Allen, interpreto il ruolo di Caramella, una show girl – amante di un mafioso – che vuole fare l’attrice a tutti i costi. devo interpretare una ragazza totalmente priva di talento e decisamente insopportabile. E’ un ruolo che mi piace molto e dovrò lavorarci parecchio. A novembre poi, con la mia compagnia, InControVerso, porteremo in scena lo spettacolo A porte chiuse di Sartre, dove sono interprete e regista. Con me in scena ci sono anche Eleonora Scopelliti nel ruolo di Estelle, Sargis Galstyan (nel ruolo di Garcin) – mio marito nella vita, attore e ballerino eccellente, che in questo spettacolo cura anche le coreografie.

Con chi sogni di lavorare?

Con Al Pacino

L’ultimo film che hai visto?

Ho rivisto di recente La parola ai giurati diretto da Sidney Lumet

Il film del cuore?

Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck

Il libro della tua vita?

Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

La colonna sonora della tua vita?

Io amo le colonne sonore nel senso letterale della parola. Non so dirtene una, tanti film hanno colonne sonore che adoro: Frida Kalo, Carol, Le vite degli altri, L’amore infedele, Il fantastico mondo di Amelie

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