Il teatro nascosto nella canzone

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Un confronto più profondo sul rapporto tra parola, corpo e silenzio nella musica di Santamaria. Un progetto molto identitario, che rinuncia volutamente a soluzioni facili, anche a costo di risultare meno immediato per l’ascoltatore distratto.

 

Ascoltando il brano si ha l’impressione che ogni elemento sia al servizio della parola,mai sovrastarla. È un’eredità diretta del tuo lavoro teatrale?

Sì, credo che il mio lavoro teatrale abbia influenzato molto il mio approccio alla musica.

Nel teatro, la parola è al centro di tutto, e ogni elemento-dalla musica, alla luce, dalla scenografia al movimento degli attori-deve servire a enfatizzare e a sostenere la parola.

Nel brano “il senso dell’incanto” ho cercato di creare un’atmosfera in cui ogni elemento sonoro sia al servizio della parola, senza mai sovrastarla. È un modo di lavorare che mi viene naturale e credo sia molto efficace per creare un’atmosfera intima e coinvolgente.

Nel tuo percorso hai attraversato linguaggi molto diversi, fino alla sperimentazione in altre lingue. In che modo tutto questo ha cambiato il tuo di intendere oggi una canzone popolare?

È una domanda interessante. Credo che l’esperienza di lavorare con linguaggi diversi e di sperimentare con altre lingue, in questo caso con l’arabo, abbia ampliato la mia visione di cosa possa essere una canzone popolare.

Per me, una canzone popolare non è più solo una questione di struttura tradizionale o di linguaggio specifico, ma è diventata un modo di comunicare emozioni e storie in modo universale. Ho imparato a vedere la canzone come un mezzo di espressione che può attraversare confini linguistici e culturali, e che può essere compresa e apprezzata da persone di diverse provenienze.

Questo mi ha portato a essere più libero e più sperimentale e a cercare di avere uno stile autentico e sincero, senza essere vincolato a un particolare stile o linguaggio.

Il senso dell’incanto sembra più un gesto di presenza che una canzone tradizionale.

Quanto conta per te, oggi, la funzione emotiva della musica rispetto a quella commerciale?

È una domanda che mi tocca molto da vicino. Per me, la funzione emotiva della musica

è tutto. La musica è un modo di comunicare emozioni e sentimenti in modo diretto e profondo, e credo che sia questo che la rende così potente e universale.

La funzione commerciale, invece, è qualcosa di più superficiale, che può essere utile per un pubblico più ampio, ma non è il mio obiettivo principale.

Io voglio creare musica che tocchi il cuore delle persone, che faccia sentire qualcosa di vero e autentico.

Il senso dell’incanto è un esempio di questo approccio, è un brano che è nato da un desiderio di esprimere un’emozione, un sentimento, più che da un intento commerciale.

Credo che sia questo che lo rende così speciale e così vicino alle persone.

Guardando al futuro, quali sono le ambizioni reali di questo progetto e quale aspetto senti ancora di dover sviluppare, anche con un po’ di autocritica, come artista?

È una domanda che mi fa riflettere. Credo che il mio obiettivo principale sia quello di continuare a crescere come artista e di esplorare nuove strade creative. Sento che c’è ancora molto da scoprire e da esprimere, e voglio continuare a sfidarmi e a sorprendermi.

Un aspetto che credo di dover sviluppare ulteriormente è la capacità di essere più diretto e conciso nella mia comunicazione.

A volte, mi sento come se stessi cercando di dire troppe cose allo stesso tempo, e questo può rendere la mia musica un po’ confusa.

Inoltre, credo che ci sia ancora molto da fare per quanto riguarda la connessione con il pubblico. Voglio creare musica che sia non solo autentica e sincera ma anche accessibile e condivisibile. Voglio che le persone si sentano coinvolte e toccate dalla mia musica, e che si sentano ispirate a creare qualcosa di proprio.

Autocritica a parte, credo che il mio più grande punto di forza sia la capacità di essere vero e onesto nella musica.

Voglio continuare a coltivare questa qualità e a usarla per creare qualcosa di speciale

- 07/03/2026

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