Il coraggio di restare fedeli alla propria misura

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Uno sguardo più ampio sul presente e sulle ambizioni artistiche, tra coerenza personale e desiderio di crescita. La produzione pulita è un punto di forza, anche se una maggiore sperimentazione potrebbe aprire nuove prospettive espressive.

 

Nel brano si percepisce uno sguardo pieno di stupore ma anche una sottile inquietudine legata al senso di responsabilità. Quanto questa dimensione emotiva ti rappresenta davvero come uomo, prima ancora che come artista?

Credo che, specialmente quando si parla di legami affettivi importanti e profondi come quello che può esserci tra un genitore e un figlio ancora molto piccolo, l’amore sia direttamente proporzionale alla paura. Infatti più si ama una persona, più si ha paura di perderla o di ferirla o di fare qualcosa di sbagliato che possa danneggiarla in qualche modo. Se poi, oltre ad amarla questa persona, si è anche direttamente responsabili della sua salute, del suo benessere, della sua educazione e della sua felicità (nonché della sua nascita), allora l’ amore e la paura, oltre ad essere direttamente proporzionali, hanno anche un livello di intensità estremamente alto. A parer mio, è da questo dualismo emozionale in forte contrasto che nasce quel cocktail di sentimenti dolce-amari in cui energia, entusiasmo e coraggio devono necessariamente convivere con la fragilità. E sarei ipocrita se negassi quanto questa situazione influenza la mia vita sia come uomo che come artista, andando spesso ad influire sensibilmente anche sulle frequenze creative.

Se ti guardi con onestà, pensi che una maggiore escursione dinamica o un arrangiamento leggermente più audace avrebbe potuto rendere “Nuvola di seta” ancora più forte, oppure avrebbe snaturato il senso stesso del brano?

Onestamente io non ho mai visto questo brano in termini tecnici. Cioè, non ci ho mai pensato in chiave progettuale. Non ho mai pensato a come sarebbe potuta essere con un arrangiamento diverso. È nata un po’ come se fosse qualcosa che esisteva già da qualche parte e aspettasse di essere scoperta. Mi sentivo un po’ come un archeologo che, con pazienza, togliendo uno strato di polvere dopo l’altro, andando a spennellare i dettagli che emergevano dalla terra, cercava di portare alla luce un’opera antica e misteriosa sepolta chissà da quanto tempo. Quindi, non solo penso che un arrangiamento differente non sarebbe adeguato, ma credo che non riuscirei nemmeno ad immaginarlo. Se dovessi sforzarmi di cambiare qualcosa, credo che a quel punto nascerebbe un nuovo brano e “Nuvola di seta” resterebbe ancora li, così com’è.

Nel panorama musicale attuale, che spazio pensi possa avere una canzone come “Nuvola di seta”, lontana dalle logiche più aggressive di promozione?

Questo è molto difficile per me da valutare in un panorama musicale che la maggior parte delle volte mi lascia perplesso. Cercando di attingere a tutta l’umiltà che posso trovare dentro di me e con il fermo desiderio di non giudicare nessuna persona che ha gusti musicali diversi dai miei, devo comunque ammettere che la musica che mi capita di sentire oggi attraverso radio, televisione o social difficilmente mi entusiasma e mi emoziona. Questo però mi fa sentire anche estremamente fortunato nel poter scegliere di ascoltare anche musica composta in altri periodi storici. Quindi non saprei proprio che spazio potrebbe avere “Nuvola di Seta” in questo panorama musicale. Questo genere comunque è ancora presente e il contenuto sicuramente non è banale: non si parla della solita storia d’amore, di tradimenti, di innamoramenti non corrisposti ecc… Sicuramente ha una sua presenza decisa e una personalità ben riconoscibile che penso possa  toccare l’animo di tante persone e spero che lo farà.

Qual è l’ambizione più autentica che ti accompagna oggi: essere riconosciuto come autore, come interprete o semplicemente continuare a scrivere musica che abbia un senso per te?

Indubbiamente l’ambizione più autentica che ho è scrivere musica che abbia un senso per me. Essere riconosciuto come autore o come interprete è sicuramente qualcosa di cui andare fieri, ma per me la musica sta al di sopra di tutto questo. È un mezzo per esprimere emozioni, bellezza, creatività. La considero una forma d’arte nella sua accezione più completa e pura. Quindi deve innanzitutto rispondere allo scopo per cui essa esiste. Poi tutto il resto viene dopo e deriva unicamente dal desiderio di condividere con più persone possibili quel qualcosa di speciale che siamo riusciti a creare. In un certo senso questa è anche la responsabilità che ogni artista ha nei confronti dell’arte stessa: quella di fare il possibile per diffondere ciò che di bello è stato creato, con lo scopo di permettere ad essa di compiere nel modo più pieno e giusto il suo dovere.

- 05/03/2026

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