
“Ostaggio” è il nuovo singolo di Ibrido, un brano crudo e diretto, in cui parole e musica si intrecciano per raccontare il dolore, la rabbia e la consapevolezza. Con un linguaggio viscerale, l’artista scava nel profondo delle sue emozioni, senza filtri e senza compromessi. La scrittura diventa per lui un atto tanto terapeutico quanto comunicativo, un modo per elaborare esperienze e trasformarle in versi che colpiscono dritto al cuore. Lo abbiamo intervistato per capire cosa si nasconde dietro le immagini forti e la lucidità disarmante che animano questo nuovo capitolo della sua musica.
Il testo di Ostaggio è denso di immagini forti e dirette: come lavori solitamente alla stesura dei tuoi brani?
Credo che le canzoni vadano vissute e sentite. Nel mio caso specifico le scrivo dopo aver elaborato un’emozione forte, non sono il tipo di artista che scrive quotidianamente come se fosse una regola o un dovere.
Usi più la scrittura come atto terapeutico o come atto comunicativo?
Entrambe, non penso che possa esistere in fase di scrittura una condizione che esclude l’altra
Quanto è difficile mettere nero su bianco il dolore senza cadere nella retorica?
Penso che se sai cosa stai scrivendo e sai cosa hai provato, l’ultimo delle paure sia quella di essere frainteso
Usi delle tecniche particolari per mantenere un equilibrio tra narrativa e emotività?
No, come dico sempre cerco di scrivere nei momenti di lucidità e non quando devo ancora elaborare ciò che mi accade attorno
C’è una frase del brano che senti più vera di tutte, anche col senno di poi?
I ladri non entrano in case vuote, se il diavolo attacca quello che sei è perché teme quello che diventerai. Non penso necessiti di spiegazioni