Hamish – Singing In My Soul: Il folk d’altri tempi che profuma di leggenda (e di tè caldo davanti al camino)

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Ci sono canzoni che non sembrano semplicemente registrate in uno studio, ma scavate nella roccia, nate attorno a un fuoco e tramandate come segreti preziosi. Singing In My Soul di Hamish appartiene senza dubbio a questa categoria.

Cantautore originario di Stroud e figura fondamentale della sottocultura britannica – celebre anche per aver fondato il mitico Rabbit Hole a Glastonbury – Hamish incarna lo spirito autentico del folk-rock classico. Nato nel 1972 e cresciuto con il mito di Bob Dylan, David Bowie, Leonard Cohen e Joni Mitchell, ha trascorso la giovinezza girando il mondo con la chitarra in spalla, facendo autostop e raccogliendo storie.

Estratto dal suo album d’esordio del 1999 Picture In My Bag, Singing In My Soul ha una storia che sembra un romanzo: prodotto dal leggendario Les Penning (noto per il suo lavoro con Mike Oldfield) e registrato nell’atmosfera decadente e affascinante di Hatfield Court, un maniero diroccato nell’Herefordshire. Immaginate la scena: musicisti locali riuniti in un antico salone con i pannelli di quercia, una vecchia stufa Aga a legna che diffonde calore (e crumpets alla marmellata), un mixer mastodontico uscito da Battlestar Galactica e tanta, tantissima anima. Il risultato è un brano dalla bellezza cruda e genuina, che all’epoca divenne persino un successo nelle classifiche folk in Nuova Zelanda e finì in TV, diventando negli anni un vero e proprio inno immancabile a matrimoni ed eventi.

Oggi, mentre Hamish si prepara a pubblicare il nuovo e attesissimo album Significant Others (frutto di una gestazione di ben sedici anni, rifinito con l’aiuto di Chris Oldfield dei Dreadzone), riscoprire Singing In My Soul significa fare un tuffo in un’epoca dorata della musica d’autore.

La voce di Hamish, la chitarra acustica suonata dritta al cuore e una melodia che ti resta incollata addosso fin dal primo ascolto ci ricordano perché amiamo la musica folk: per la sua capacità di farci sentire a casa, ovunque noi siamo.

Un consiglio per l’ascolto: Chiudete gli occhi, versatevi qualcosa di caldo e lasciatevi trasportare indietro nel tempo. La magia è ancora tutta lì.

- 28/09/2026

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