

Guaritori da una parte, capaci di riportare in vita chi lo merita; Essenziali dall’altra, sacerdoti che negoziano con il mondo dei morti per interesse personale: la mitologia binaria di Federico Montoli si regge su questa contrapposizione netta, costruita con cura pagina dopo pagina attraverso figure come il medico Trautman, dalla doppia natura, e l’ingegnere Hokkura, il cui genio tecnico si intreccia costantemente con il soprannaturale. La struttura corale, che alterna il punto di vista di archeologi, medici, sportivi e militari, permette di osservare la vicenda da angolazioni diverse, restituendo un affresco più ampio di quanto potrebbe sembrare da un’unica prospettiva. Il romanzo tende però in alcuni tratti a spiegare troppo in una volta sola: le sequenze dedicate al retroscena degli Essenziali o al funzionamento dei rituali sciamanici arrivano spesso come lunghi blocchi dialogati, che chiariscono la mitologia ma sacrificano un po’ del mistero che avrebbe potuto restare sospeso più a lungo. Un dosaggio più graduale delle informazioni, lasciando magari qualche zona d’ombra fino agli ultimi capitoli, avrebbe reso la scoperta ancora più coinvolgente. Resta comunque apprezzabile lo sforzo di tenere insieme tanti fili narrativi senza smarrirli, un compito tutt’altro che semplice in un progetto letterario che intreccia fantascienza, esoterismo e introspezione psicologica con questa ambizione dichiarata fin dalle prime pagine. Chi ama i romanzi corali, con più protagonisti che si alternano nel portare avanti la storia, troverà in questa scelta strutturale uno dei motivi di maggiore interesse dell’intera opera, insieme al modo in cui ogni personaggio arriva a comprendere il proprio ruolo nella vicenda.