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Daniele Bonato, con Piano Sky, tra i protagonisti della cerimonia di chiusura dell’Expo Dubai

C’è qualcosa del tuo passato, un aneddoto, un sogno, uno spettacolo cui hai assistito, che prefigurava in qualche modo questo progetto?

Fin da piccolo sono amante dell’arte in generale e del teatro urbano, ho assistito e partecipato a svariati spettacoli che in qualche modo hanno formato la mia creatività artistica e l’interesse per questo mondo. Sicuramente sono un grande amante della musica non essendo comunque un musicista, soprattutto di colonne sonore e di grandi compositori come Morricone e Zimmer. Diciamo che con Piano Sky ho voluto rompere completamente i progetti realizzati precedentemente e guardare a qualcosa di diverso, di unico, che non esisteva prima.

Quali sono, secondo te, gli asset più importanti nella creazione di un evento spettacolare come Piano Sky?

Sicuramente dev’essere originale, deve apparire semplice nonostante la sua complessità (il trucco c’è ma non si vede), adatto e visibile da tutti, curato nel dettaglio, e nel nostro caso suonato vigorosamente dal vivo: la componente umana è fondamentale.

Tre eventi spettacolari cui hai assistito che non dimenticherai mai

Sicuramente l’Expo di Dubai racchiude un po’ tutto quello che un artista sogna di realizzare, il sole di mezzanotte in Norvegia, ma lo spettacolo più bello è la nascita di mio figlio: è lo spettacolo più bello che la Vita ci possa dare.

Di quali studi si nutre la mente di un creativo come te? Da dove trai l’ispirazione?

Per chi sa guardare le ispirazioni le puoi trovare anche tutti i giorni, certo non tutte sono dei potenziali successi ma possono portare ad interessanti scoperte. Sicuramente la curiosità è una materia fondamentale per un creativo e la musica aiuta molto ad interpretare le mie visioni.

 Da quello che hai potuto vedere e sentire a Dubai, come si posiziona secondo te l’Italia nel mercato dell’impresa culturale ed artistica mondiale?

L’Italia è rinomata per la sua creatività nel mondo, abbiamo importanti imprese del settore che realizzano grandi eventi mondiali come Olimpiadi e grandi cerimonie. Soffriamo un po’ dal punto di vista artistico: aziende francesi e tedesche sono più avanti a livello tecnologico e ricerca artistica, molto probabilmente l’appoggio dello Stato è fondamentale per la continua ricerca e l’investimento in nuove strutture. Per me è motivo di ulteriore orgoglio che l’Expo ha scelto uno spettacolo totalmente italiano per la sua programmazione eventi e addirittura per la cerimonia di chiusura dell’esposizione universale.

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