

Ci sono libri pensati per bambini che in realtà parlano soprattutto agli adulti che li leggono ad alta voce, e Racconti di tutti i colori sembra essere uno di questi. Colpisce la scelta di affidare ogni morale a un protagonista non umano: un pianeta, un bottone, due scoiattoli, una coniglietta, persino una macchia d’inchiostro che sogna di diventare un disegno. È una galleria di personaggi minimi, quasi dimenticati nella vita di tutti i giorni, che Andrea Incerti trasforma in piccoli eroi capaci di insegnare empatia senza alzare la voce, in un modo che ricorda, sia pure alla lontana, certe fiabe animali di Pinin Carpi, dove la tenerezza nasce sempre da dettagli minuscoli più che da grandi gesta. Non tutto, però, scorre con lo stesso ritmo: il racconto degli scoiattoli dispettosi, probabilmente il più ambizioso per l’intreccio a doppia morale, arriva a una svolta importante, quella del boscaiolo e dell’albero malato, in modo piuttosto rapido, quasi fosse stato compresso per lasciare spazio alle altre quattro storie, e qualche pagina in più in quel passaggio avrebbe reso il colpo di scena ancora più efficace. Anche il modo in cui ciascun protagonista parla, con un carattere riconoscibile fin dalle prime righe, aiuta a tenere insieme racconti molto diversi tra loro per ambientazione e ritmo. Per il resto, la raccolta procede con coerenza fino al finale dedicato alla macchia d’inchiostro, forse il racconto più originale per intuizione, capace di trasformare un piccolo incidente di scuola in una lezione di pazienza e di valore che si nasconde anche dove sembra esserci solo un errore da cancellare.