Calicò e “Non Voglio Più Dimenticare”: quando la musica si fa testimonianza

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Un racconto in musica nato da esperienze indirette ma vissute con profondità. Con “Non Voglio Più Dimenticare”, Calicò costruisce un ponte tra parole e emozioni, affrontando l’Alzheimer con empatia e stile personale. Nell’intervista, l’artista riflette su scrittura, dolore, memoria e la bellezza nascosta nei dettagli.

 

Calicò, come mai hai deciso di trattare un tema così delicato nel tuo nuovo singolo “Non Voglio Più Dimenticare”?

Quando è nata la storia di “non voglio più dimenticare” l’idea era di creare albi a fumetti che avessero come tema principale situazioni che accadono comunemente, purtroppo, nella vita, e di raccontarle dalla prospettiva di chi le vive.

Qual è il filo che unisce “Lei e le sue rose” e “Non Voglio Più Dimenticare”?

Inizialmente erano due storie parallele, di due persone che si incrociavano per strada casualmente, come ci accade tutti i giorni, ognuno proseguiva verso la propria vita… o al proprio destino se vogliamo. Aprendo a scenari diversi.

Poi le storie sono state separate ma entrambe condividono momenti dolci, amari ed anche brutali della vita.

C’è un momento del brano – musicale o testuale – che per te è il cuore pulsante della canzone?

“I concerti dell’ottantaquattro a cantare come un matto”

Ce ne dimentichiamo troppo spesso, ma anche i nostri genitori, i nostri nonni sono stati giovani, hanno avuto amici, momenti, attimi, sogni e speranze.

E quella parte lì, un persona affetta da Alzheimer che ricorda i concerti con gli amici è la parte più profonda secondo me.

Stai pensando di esibirti dal vivo?

Al momento no, in futuro chissà. Per ora sono concentrato sulla creazione di brani che possano almeno un pochino far riflettere.

- 13/06/2025

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