
Con “Bagliori inversi”, Antonello Lombari costruisce una raccolta poetica piena di immagini intime e ricordi vivi. Pietragalla, gli affetti, il tempo che cambia e le emozioni più profonde diventano materia narrativa in versi che alternano delicatezza, malinconia e forte partecipazione personale.

Nel libro ritorna spesso Pietragalla, quasi come se fosse un personaggio vero e proprio. In “La casa in via Roma” scrivi: “È la nostra Itaca, l’approdo sicuro”. Quanto è importante avere un luogo dell’anima a cui tornare anche interiormente?
Nella mia vita ho soggiornato in diverse città e paesi. Località che mi hanno lasciato una traccia importante ma, tra tutte, Pietragalla rappresenta le radici profonde, la storia della mia famiglia. E’ quel che, comunemente, si dice sentirsi sempre a casa.
Leggendo “Sogno d’estate” si percepisce un forte desiderio di liberarsi del peso del tempo. C’è un verso molto bello: “Se è vero che il cuore non ha rughe, con te, io torno ad essere bambino”. La poesia, per te, serve anche a fermare l’invecchiamento emotivo?
La poesia è la panacea dell’anima. Serve a fermare l’invecchiamento assoluto: quello biologico e quello emotivo.
In alcune liriche amorose il linguaggio è molto intenso e diretto. Personalmente, in certi punti avrei gradito qualche sottrazione in più, lasciando magari più spazio al non detto. Hai mai pensato di trattenere maggiormente certe immagini oppure senti il bisogno di scrivere esattamente ciò che provi?
Nelle mie liriche, specie in quelle amorose, avverto la necessità di essere me stesso, fino in fondo. Scrivo a cuore aperto. E’ un’esigenza mutuata dall’esperienza letteraria del narratore e dello sceneggiatore, sebbene si tratti di registri comunicativi differenti.
Hai attraversato giornalismo, narrativa, sceneggiatura e poesia. C’è una forma espressiva che senti più vicina alla tua natura oppure ogni linguaggio ti permette di raccontare una parte diversa di te?
Cerco di tenere distinti gli ambiti di espressione. Da ragazzo ho iniziato con la poesia. Poi ho avuto la folgorazione per il giornalismo. Nella maturità ho ripreso la vena poetica pubblicando una prima silloge e, subito dopo, ho scritto un saggio e un romanzo. La sceneggiatura è stata una piacevole evoluzione. In questa fase della vita, la scrittura cinematografica è una modalità espressiva che mi viene facile, che sento più vicina al mio modo di sentire e nella quale riesco a coniugare il mio background di scrittore multitasking.
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