
Con “Mi troverai” l’attore e cantautore emiliano costruisce un ponte tra musica, memoria e racconto visivo. Il videoclip firmato da Roberto Ballestracci trasforma il brano in un viaggio pittorico tra Emilia, Romagna e suggestioni cinematografiche.

Ci sono progetti musicali nei quali il videoclip svolge una semplice funzione di accompagnamento e altri nei quali l’immagine diventa una seconda voce della canzone. “Mi troverai” di Andrea Gherpelli appartiene decisamente alla seconda categoria.
Attore conosciuto dal pubblico televisivo anche per il ruolo del dottor Mosca nella serie “Cuori”, Gherpelli sceglie la musica per recuperare una parte importante della propria identità artistica. Non si tratta di una conversione improvvisa dalla recitazione al canto, quanto piuttosto del ritorno a un territorio già frequentato attraverso il teatro-canzone e una dichiarata passione per la tradizione cantautorale.
“Mi troverai” nasce proprio da questa esigenza: riportare in primo piano una forma espressiva nella quale parola, interpretazione e musica possano convivere.
Il brano affronta il tema delle relazioni attraverso una prospettiva volutamente intima. Al centro non c’è l’amore raccontato nella sua dimensione più spettacolare, ma quello che si manifesta nella presenza, nella fragilità e nella capacità di rimanere accanto all’altro.
Un registro che avvicina la composizione alla tradizione della canzone d’autore più narrativa, nella quale il testo non cerca necessariamente la frase a effetto, ma lavora sulla riconoscibilità delle emozioni.
Il percorso radiofonico ha dato al singolo una prima importante esposizione, con una permanenza di 12 settimane nella Top 50 delle classifiche.
È però con il videoclip che “Mi troverai” acquista una seconda dimensione.
Gherpelli affida le immagini a Roberto Ballestracci, illustratore con il quale esiste una conoscenza artistica e personale che risale al 2010. L’operazione scelta evita la soluzione più prevedibile dell’animazione tradizionale.
Nel video, infatti, non vediamo semplicemente dei disegni già realizzati che vengono messi in movimento. Assistiamo alla loro nascita.
Il gesto pittorico diventa parte della narrazione: il segno compare, si sviluppa, si trasforma progressivamente in figura. Lo spettatore segue quindi un processo creativo e non soltanto il suo risultato.
È una scelta particolarmente efficace perché dialoga con il tema principale della canzone: la memoria.
Anche i ricordi si costruiscono per frammenti. Prima un dettaglio, poi un volto, una strada, un colore, un luogo. Allo stesso modo le illustrazioni di Ballestracci sembrano emergere gradualmente da una dimensione interiore.
Le campagne emiliane, le spiagge romagnole, l’estate e il viaggio in bicicletta diventano così elementi di un immaginario che possiede qualcosa di cinematografico. Nell’allegato originale si parla esplicitamente di atmosfere fantasy e felliniane, una definizione che ben descrive il carattere sospeso e poetico dell’operazione.
Il video è anche una dedica alla femminilità, osservata da Gherpelli come universo distante e affascinante, capace di custodire molteplici ruoli nella vita affettiva.
È proprio questa sovrapposizione di piani – musica, parola, pittura, ricordo – a rendere interessante “Mi troverai”.
Non un videoclip costruito per illustrare letteralmente una canzone, ma un tentativo di ampliarne il significato.
E forse è questa la direzione più interessante del percorso musicale di Andrea Gherpelli: utilizzare l’esperienza maturata come attore non per “recitare” una canzone, ma per costruire intorno ad essa un mondo narrativo nel quale ogni linguaggio possa aggiungere qualcosa agli altri.