
Con “Anche se”, Face propone un brano che racconta la resistenza emotiva nei momenti di maggiore difficoltà. La canzone si muove su un sound diretto e progressivo, costruito per accompagnare un percorso interiore fatto di tensione e ricerca.
Il brano esplora le zone più intime e complesse dell’animo, attraversando malinconia e dubbio senza rinunciare alla spinta verso il cambiamento. Il conflitto interiore diventa così il punto di partenza per immaginare una possibile apertura.
“Anche se” restituisce un equilibrio fragile ma lucido, in cui la fragilità non è un limite ma un segnale di consapevolezza. Un racconto musicale che invita a restare presenti anche quando il peso delle emozioni si fa più intenso.
“Anche se” nasce da un momento di peso emotivo: quanto è stato necessario attraversarlo per scrivere questo brano?
Credo che certe canzoni possano nascere solo quando attraversi davvero certe emozioni. Non puoi fingere quel tipo di verità. “Anche se” è arrivata proprio quando sentivo il bisogno di trasformare qualcosa di pesante in qualcosa di creativo.
La tua voce sembra muoversi tra trattenuta e apertura: quanto conta il controllo nell’esprimere la vulnerabilità?
Conta molto. La vulnerabilità non è solo lasciarsi andare, è anche trovare il modo giusto per raccontarla senza perdere l’equilibrio.
C’è stato un passaggio preciso in cui hai capito che il brano stava prendendo la forma giusta?
Sì, quando è arrivato il ritornello. In quel momento ho capito che la canzone aveva trovato il suo centro emotivo.
La crescita del sound accompagna quella emotiva: quanto lavoro c’è dietro questa progressione?
Molto. Ogni dettaglio è stato pensato per accompagnare la storia del brano. Volevo che la musica crescesse insieme all’emozione.
Pensi che questo singolo rappresenti una nuova fase del tuo percorso artistico?
Sì, lo sento come un passo avanti. Ogni canzone è una tappa del percorso e questa rappresenta sicuramente un momento di maggiore consapevolezza.