Il 3 e 4 marzo l’Ar.Ma Teatro ospita Alice’s Boogie in Wonderland con Gianni Vitarelli, Tiziana de Lellis, Cristian Petroni, Francesca del Carmen con la partecipazione straordinaria di Enrico Perrella e con Chiara Stella Pongelli.

E se Alice fosse stata un’adulta, sarebbe stato diverso il suo sogno? E se il Bianconiglio non fosse poi così carino e “coccoloso” come ve lo immaginate ? E se lo Stregatto fosse un cubista? E se il Brucaliffo fosse in realtà un volgare pusher? E se il Cappellaio Matto fosse un’allucinazione causata dal funghetto magico? E se la Regina fosse un’icona pop? E se non fosse stato un sogno?

È questo l’atto unico di teatro danza, un po’ serio un po’ comico, tra danza contemporanea, neoclassico, pantomima e di tutto un po’, tratto dal romanzo Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll.

Alice’s Boogie in Wonderland
tratto dal romanzo Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll.
Con: Gianni Vitarelli, Tiziana de Lellis, Cristian Petroni, Francesca del Carmen
con la partecipazione straordinaria di Enrico Perrella;
e con, per la prima volta sulla scena, la piccola Chiara Stella Pongelli
Consulenza musicale e concept grafica di Carmine Pongelli
Scenografia e oggetti di scena di Licia Albanese e Tiziana de Lellis
Regia audio-luci e post produzione video di Angelo de Nardis
Ideato da Francesca del Carmen, Gianni Vitarelli e Tiziana de Lellis.
Coreografato e diretto da Francesca del Carmen e Gianni Vitarelli

Ar.Ma Teatro
via Ruggero di Lauria 22
3 e 4 marzo 2018
ore 21.00 domenica ore 18.00 
Telefono 06 39744093 – cell. 333 9329662
Mail: info@capsaservice.it – Biglietti. Intero 12 – ridotto 10

SINOSSI DELL’ OPERA
Alice balla nel paese delle Meraviglie.
Balla con il Bianconiglio che sembra ignorarla, ma la conduce in fondo alla sua profondissima tana, ingresso al mondo onirico e surreale nell’universo creato dalla mente della bimba, troppo annoiata dalle faccende dei grandi.
Balla con lo Stregatto con il quale si sente affine, forse più per i sentimenti che prova per Dina, la sua gatta nel mondo reale, che per una reale simpatia verso questo felino così enigmatico da risultare inquietante…come tutti i gatti.
Alice balla con il Cappellaio Matto che la invita a prendere il tè più strano che abbia mai bevuto, una rito che, nel suo sogno di bambina, si presenta come una scena bidimensionale proiettata su un tessaract.
E balla mentre gioca a croquet con la Regina di Cuori, mentre solidarizza con le carte, suoi scagnozzi, e si arrabbatta per portare a termine una partita senza regole.
Che poi ai bimbi le regole non piacciono particolarmente, ma se dobbiamo giocare le regole ci vogliono. Poi, magari, le cambio quando mi serve e guai se lo fai anche tu.
Alice balla e vive avventure che sono frutto della sua fantasia e della sua educazione, andando all’inconsapevole ricerca di una via per ribellarsi a tutto quello che è il mondo degli adulti che ritiene noioso e inutile, come fanno tutti, ma proprio tutti, i bambini.
Vive la sua avventura più bella in quel sogno che arriva in un caldo pomeriggio noioso, quando trasforma in compagni di giochi tutti i protagonisti della sua vita reale: sua sorella, l’istitutrice, la sua mamma o la Duchessa e la Regina di Cuori?
Alice balla anche quando la Regina di Cuori la processa per non aver rispettato le regole aleatorie del suo croquet, quando vede la somma indifferenza con la quale la sovrana dispensa condanne a chi non obbedisce ai suoi ordini o le sta antipatico, quando improvvisamente il sogno assume le caratteristiche dell’incubo e la spaventa.
Ma lei ha una via d’uscita e si sveglia “Alice Boogie in Wonderland” sentendosi finalmente libera, senza sapere che quel suo sogno è solo una parte della sua realtà; senza avere ancora un’idea di cosa rappresentano tutti i personaggi che ha incontrato in quel viaggio onirico che risuona ancora di strane musiche e dei ritmi ossessivi che giungono da un passato mai realmente tale.
(Angelo De Nardis)

NOTE DI REGIA
Alice boogie in Wonderland è il racconto di un racconto fatto attraverso la musica e la danza.

I personaggi si caricano di una valenza simbolica che travalica le epoche, facendole divenire nel nostro tempo con naturalezza, senza le forzature degli adattamenti che molte opere subiscono.

Questo transfer temporale avviene grazie all’attenta scelta delle musiche che sono state scelte per accompagnare e sottolineare le raffigurazioni degli stati d’animo che Alice prova durante il suo viaggio iniziatico nella terra delle Meraviglie. Per questo motivo non deve stupire la promiscuità dei generi musicali apparentemente distanti, ma legati con cura maniacale fino a creare il giusto complesso ritmico adatto alla danza e armonico-melodico per la creazione di uno scenario virtuale, ancora più solido della scenografia essenziale imperniata sul tempo e sui caratteri principali incontrati nel sogno.

Alice’s Boogie in Wonderland può essere letta come una sistematica destrutturazione dei canoni classici della narrazione favolistica, specie se si sottolinea l’opera di alleggerimento dei contenuti ravvisabile nella estrema semplificazione della narrazione della fiaba: nel testo originale di Lewis Carrol è presente una miriade di personaggi di contorno che rendono il tutto un poco caotico, ma che in questa rappresentazione scompaiono per fare posto ai caratteri principali della vicenda, a quei personaggi che la narrano con le loro azioni.

Tutti sanno che Alice ha fatto questo viaggio nel Paese delle Meraviglie: sappiamo chi ha incontrato, con chi ha legato. Conosciamo il suo stupore davanti ad accadimenti per lei straordinari e il suo timore ad essere nella condizione di dover scegliere cosa fare. Dopo aver visto Alice’s  Boogie in Wonderland conosceremo meglio anche gli altri personaggi come il Bianconiglio, lo Stregatto, il Cappellaio Matto e scopriremo chi è che si nasconde dentro la veste regale della Regina di Cuori.

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