“1980 (Il Tempo si è fermato)”: un fantasy che sfida le etichette

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Non solo romanzo, ma manifesto emotivo di un’epoca e di un’esperienza. Riccardo e Gianna mettono in scena valori, emozioni e un coraggioso intreccio tra reale e immaginato. Tra Dan tian, Immortian e verità spirituali, il libro rompe gli schemi e restituisce al lettore autenticità e consapevolezza.

 

Gianna e Riccardo, il vostro stile è intimo, sensoriale, a tratti quasi visionario. Come si è formato e quali letture o esperienze vi hanno influenzati maggiormente?

Riccardo: Il mio è un linguaggio semplice. Scrivo per trasmettere emozioni e condividerle con chi mi legge. Non sono stato influenzato dalle letture, seppur affascinanti, ma da quelle esperienze di vita che più mi hanno segnato, sia in positivo che in negativo.

Gianna: Mi fa piacere che nel linguaggio volutamente semplice, si sia colta questa volontà di arrivare al cuore delle persone. L’intento non era solo quello di descrivere i fatti, ma portare il lettore dentro ai personaggi; in questo modo le emozioni sarebbero diventate reali anche per chi stava leggendo. Non mi ritengo esperta in nulla, ma la mia curiosità mi ha portato a leggere molto: dai libri di Graham Hancock sulle tracce della spiritualità, alle encicliche papali, alla Bibbia, ai Classici Taoisti, alle teorie di Fisica quantistica di Brian Greene e a testi di Maestri di Qigong. Non sono mancati i romanzi, ma solo alcuni hanno conquistato il mio cuore: quelli di Jane Austen. Sono affascinata dal suo modo schietto e semplice ma al contempo profondo; dalla sua ironia sottile, sempre inserita nei giusti modi e tempi. In poche righe, non solo te lo descrive, ma ti fa diventare il personaggio stesso. Indubbiamente l’esperienza della malattia ha trasformato il mio modo di essere e di pensare: devi cambiare paradigma, gioco forza. Grazie al libero arbitrio, però, puoi scegliere “come farlo”. Questi ultimi anni dedicati allo studio della Medicina Classica Cinese e alla pratica del Qigong hanno segnato la via per guardarmi dentro e ancora oggi aprono nuove strade da percorrere.

A chi vi piacerebbe che parlasse profondamente il vostro libro? A chi sentite di rivolgervi quando scrivete?

Riccardo: A tutti, perché in quanto esseri umani, condividiamo lo stesso viaggio. Non importa il ceto sociale o l’età: il destino dopo la morte fisica, coinvolge democraticamente tutti.

Gianna: Ci piacerebbe risvegliare la coscienza dei dormienti, di chi ha smesso di cercare e di farsi domande, di chi trova più comodo ricevere risposte preconfezionate, piuttosto che aprire la mente. Arrivare a quei ragazzi sfiduciati senza più prospettive, ma anche a quelli che già sanno o pensano di sapere.

Avete percepito, durante la scrittura, che questo romanzo potesse aprire la strada ad altri racconti ambientati nello stesso universo narrativo?

Riccardo: Gianna lo ha detto subito: «Si fa la trilogia». E sfido chiunque a contraddirla (ride). Scherzi a parte, ci stiamo già lavorando.

Ora che “1980 (Il Tempo si è fermato)” è parte del mondo, quale spazio sentite che si è aperto dentro di voi: quello per un nuovo progetto, una pausa, o una nuova fase creativa?

Gianna: In effetti sarà davvero parte del mondo, perché verrà tradotto in quattro lingue e distribuito a livello globale. Quest’anno mi vede molto impegnata nella stesura della Tesi a conclusione dei miei studi, ma tra qualche mese, mi butterò a capofitto nel sequel di 1980 (Il tempo si è fermato). Esistono già lo scheletro del libro, i primi capitoli e… una novità che scoprirete più avanti. In ogni caso, si è aperta una porta importante per me: quella della scrittura. Mai avrei immaginato di diventare autrice, di dare voce a una parte creativa che ignoravo di avere. È stato un viaggio affascinante, e sento che deve continuare.

- 10/12/2025

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